Questo spazio dedicato a Fausta Cialente nasce da un laboratorio di Informatica umanistica dell'Università di Siena in occasione del trentennale della scomparsa della scrittrice. Il progetto intende raccogliere e sistematizzare materiali riguardanti Cialente, offrendo dati bibliografici sulla produzione letteraria e critica  della scrittrice e sulla scrittrice.

Mi sembra di ricordare di aver affermato in qualche altra occasione che il compito del narratore, a mio vedere, è anzitutto quello di rappresentare. Un libro che si apre è come un sipario che si alza: i personaggi entrano in scena, la rappresentazione comincia.

                                                                                           La scrittrice

Fausta Cialente è stata una delle più importanti scrittrici italiane del Novecento. Nata nel 1898 a Cagliari, ha avuto un’esistenza caratterizzata da frequenti viaggi e trasferimenti. Dal 1921 al 1947 vive stabilmente in Egitto, dove negli anni Quaranta collabora alla propaganda antifascista. Il suo romanzo di esordio, Natalia, esce nel 1930, e al 1936 risale la pubblicazione del primo romanzo di ambientazione egiziana, Cortile a Cleopatra (riedito nel 1953). Dopo un silenzio di molti anni, Cialente torna alla letteratura con il romanzo Ballata levantina (1961), cui fanno seguito Un inverno freddissimo (1966) e Il vento sulla sabbia (1972). Alcuni racconti usciti su riviste e giornali sono riuniti nelle raccolte Pamela o la bella estate (1962) e Interno con figure (1976). Con l’ultimo romanzo, Le quattro ragazze Wieselberger (1976), Cialente vince il Premio Strega. Lavora anche a importanti traduzioni, tra cui Giro di vite di Henry James. Muore nel 1994 a Pangbourne, in Inghilterra.
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